“Uno strumento fondamentale per la tutela del cittadino consumatore e per il rafforzamento del movimento organizzato”: questo è il Codice del consumo (Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206) di cui si è celebrato il 20° anniversario in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti del Consumatore con un convegno organizzato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). ”Il Codice è stato una best practice in Europa ed ha permesso al consumerismo organizzato in associazioni di essere riconosciuto nelle rivendicazioni a favore dei diritti dei consumatori nei rapporti economico-finanziari, nei servizi pubblici, le TLC e l’energia, la sicurezza alimentare – afferma Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) –. Con il Codice è stato possibile anche arrivare alle azioni di classe, pur con una normativa farraginosa e non facile da applicare. L’importanza di questo riconoscimento però è fondamentale, perché legittima l’intervento delle Associazioni a fronte di problemi che riguardano grandi numeri di cittadini”. Longo ricorda “le vicende degli scandali Parmalat e Cirio, nei primi anni Duemila, i Bond argentini, la vicenda degli airbag Citroen, fino alla recente vicenda dell’Assicurazione lussemburghese fallita FWU Life che interessa oltre 120mila risparmiatori. In tutti questi casi è il Codice del consumo che dà alle associazioni dei consumatori la forza giuridica per intervenire”. “Non possiamo dimenticare in questo giorno – conclude Longo – che un essenziale sostegno alle attività delle associazioni di categoria è venuto dalle norme che il ministro Enrico Letta fece approvare nella Finanziaria 2000, destinando alle attività di informazione e tutela dei consumatori una parte delle risorse finanziarie provenienti dalle multe comminate dall’Autorità per la regolazione del mercato (Antitrust). Anche quella fu una svolta decisiva per il consumerismo italiano. Quelle norme sono un’altra best practice europea. Senza quei fondi le associazioni dei consumatori sarebbero prive delle risorse sufficienti per la difesa dei consumatori”.