Al momento stai visualizzando Acqua: MDC su dispersione risorse, “servizio inefficiente, tariffe alte e milioni di italiani senza fognature”

Il nuovo rapporto ISTAT “Le statistiche sull’acqua – Anni 2020-2024” conferma una realtà inaccettabile

 

È urgente rafforzare i meccanismi di attuazione e verifica degli standard di qualità già previsti per il servizio idrico integrato, con un maggiore impegno da parte di ARERA nel monitoraggio puntuale delle performance dei gestori e nell’applicazione di sanzioni effettive e proporzionate in caso di inadempienza. Occorre inoltre garantire ai consumatori strumenti concreti di tutela, anche sul piano risarcitorio, per i disservizi subiti e per la mancata corrispondenza tra quanto promesso e quanto effettivamente erogato”. Così l’avvocato Francesco Luongo, esperto del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), commentando il nuovo rapporto ISTAT “Le statistiche sull’acqua – Anni 2020-2024”. MDC lancia l’allarme sulla drammatica situazione del servizio idrico integrato in Italia. Il documento conferma una realtà inaccettabile: nel 2022 il 42,4% dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione – pari a 3,4 miliardi di metri cubi – è andata persa prima ancora di raggiungere le utenze. Ogni cittadino “perde” in media 157 litri d’acqua al giorno, un volume che potrebbe coprire il fabbisogno annuo di oltre 43 milioni di persone.

 

A fronte di questo spreco strutturale, la qualità del servizio resta frammentata e disomogenea. I gestori del servizio idrico civile sono ancora 2.110, di cui l’82,4% in economia diretta da Comuni ed enti locali, una situazione che riguarda in particolare regioni come Calabria, Molise, Sicilia, Campania, Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano. Questa frammentazione non solo limita l’efficienza, ma impedisce anche il pieno rispetto dei principi di uniformità, equità e continuità del servizio pubblico. Nonostante tutto ciò, le tariffe a carico degli utenti restano elevate, senza che a esse corrisponda un servizio efficiente o investimenti adeguati per la manutenzione e l’ammodernamento delle infrastrutture. Il quadro si aggrava se si considera che ancora oggi 6,6 milioni di cittadini non sono allacciati alla rete fognaria pubblica, mentre oltre un terzo delle superfici agricole continua a fare affidamento su sistemi di autoapprovvigionamento per l’irrigazione, segno evidente di un sistema lontano dall’efficienza.

 

Alla luce di queste criticità sistemiche, il Movimento Difesa del Cittadino annuncia l’invio di un parere ufficiale ad ARERA sulla delicata questione dei bandi per l’affidamento del servizio idrico integrato, per promuovere una maggiore trasparenza nelle gare, una reale concorrenza tra operatori e una più solida tutela degli interessi dei cittadini. MDC chiede inoltre l’attuazione di un Piano Nazionale di Riduzione delle Perdite, una riforma della governance del settore che superi la frammentazione attuale, e un potenziamento degli investimenti per estendere la copertura delle reti fognarie, garantendo il diritto all’acqua e a servizi igienico-sanitari adeguati su tutto il territorio nazionale.