Al momento stai visualizzando Bollette: MDC, “contributo di 200 euro insufficiente, ostacoli anche su ISEE”

Troppe famiglie in difficoltà pagheranno a caro prezzo freddo e bollette alte senza alcun aiuto

Il Movimento Difesa del Cittadino accoglie con favore l’adozione della Delibera ARERA 144/2025/R/EEL, che rende finalmente operativa l’erogazione del contributo straordinario da 200 euro previsto dal Decreto-Legge 19/2025 per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro. Tuttavia, pur riconoscendo i miglioramenti tecnici introdotti dall’Autorità, il provvedimento non riesce a rispondere adeguatamente all’emergenza sociale in atto, lasciando irrisolte le criticità strutturali già denunciate da MDC a febbraio. L’ARERA colma alcune lacune procedurali importanti del decreto, introducendo tre nuove fasce ISEE (classi X, Y e Z) per includere anche i nuclei familiari esclusi dal bonus sociale ordinario, stabilendo modalità di trasmissione dati tra INPS e Gestore del Sistema Informativo Integrato, e definendo una procedura automatica per l’erogazione del contributo in bolletta, che sarà suddiviso in rate giornaliere da 2,25 euro. Tuttavia, resta un ostacolo concreto che rischia di escludere proprio le fasce più fragili: l’obbligo di avere un ISEE valido per il 2025 tramite la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). Troppi cittadini in condizione di disagio economico non sanno nemmeno cosa sia la DSU, né come si compili, e spesso non hanno accesso ai canali digitali o alle informazioni necessarie. “È paradossale – dichiara Francesco Luongo, portavoce MDC – che un bonus destinato ai più deboli possa essere perso per un ostacolo burocratico o un aggiornamento tecnico poco comunicato. Se non si conosce l’ISEE, non si presenta la DSU, e se si presenta con criteri non aggiornati, si rischia l’esclusione. È necessario che lo Stato, insieme a INPS, Regioni e Comuni, realizzino con le associazioni dei consumatori una vera campagna pubblica nei territori per informare, assistere e accompagnare le famiglie in difficoltà, perché l’inclusione sociale parte dalla semplificazione”.

 

È però fondamentale chiarire che, nonostante il periodo di riferimento previsto dal decreto sia aprile-luglio 2025, la decorrenza effettiva dell’erogazione in bolletta partirà solo da giugno 2025, come stabilito dalla stessa Delibera ARERA. In sostanza, l’aiuto arriva dopo che le bollette invernali sono già state pagate e non copre realmente i mesi di massimo consumo. Inoltre, viene introdotto l’obbligo per gli operatori di comunicare il beneficio direttamente in bolletta, con una formula chiara e trasparente conforme alla normativa privacy. Un ulteriore elemento di incertezza riguarda il nuovo modello ISEE 2025, che prevede modifiche rilevanti nei criteri di calcolo, come ad esempio l’esclusione dal patrimonio mobiliare dei titoli di Stato fino a 50.000 euro. Tali novità rischiano di generare disallineamenti con DSU già presentate nei primi mesi dell’anno, rendendo necessari ricalcoli o nuove dichiarazioni per chi vuole assicurarsi il beneficio. In assenza di una verifica consapevole e tempestiva, molti nuclei familiari potrebbero trovarsi esclusi per un errore formale o per l’applicazione di un modello superato. A ciò si aggiunge un ulteriore rischio poco noto, ma concreto: in caso di voltura del contratto di energia elettrica o cambio di fornitore (ad esempio per il passaggio al mercato libero), l’applicazione del bonus potrebbe non essere trasferita automaticamente al nuovo contratto. In questi casi, è necessaria una verifica manuale da parte degli operatori coinvolti e del Gestore del Sistema Informativo Integrato. Questo comporta un’elevata probabilità di interruzioni o ritardi nell’erogazione del contributo, proprio nel momento in cui le famiglie ne avrebbero più bisogno. MDC ribadisce la necessità urgente di una riforma strutturale del sistema tariffario e di una misura permanente di sostegno proporzionato all’ISEE e ai consumi.  È essenziale intervenire sulle componenti fisse in bolletta, ridurre gli oneri fiscali, e attivare una rete capillare di supporto per facilitare l’accesso agli strumenti come la DSU, oggi troppo spesso percepita come una barriera anziché come un diritto, e garantire la continuità del beneficio anche in caso di voltura o cambio gestore.