L’inflazione e il caro bollette spingono milioni di famiglie ai margini
“Siamo di fronte a un’emergenza che coinvolge direttamente i diritti fondamentali dei consumatori, come l’accesso a energia, alimenti, casa e sanità. La politica dei bonus una tantum non basta: serve una visione di lungo periodo, con interventi strutturali per contenere i prezzi, tutelare i redditi e rafforzare la rete di protezione sociale”. Così il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), commentando i dati diffusi oggi da ISTAT, che evidenziano un peggioramento preoccupante delle condizioni socio-economiche degli italiani. Nel 2024 la quota di popolazione a rischio povertà o esclusione sociale è salita al 23,1 per cento, pari a oltre 13,8 milioni di persone, in aumento rispetto al 22,5 per cento del 2023. Un dato che riporta il Paese ai livelli più critici dal 2016. “Ogni statistica corrisponde a famiglie che rinunciano a scaldarsi, a mangiare carne o frutta fresca, o a curarsi adeguatamente. Serve un piano nazionale per i consumatori vulnerabili – conclude l’associazione –. Non possiamo aspettare che l’emergenza diventi normalità”.
Il Movimento Difesa del Cittadino propone tre assi prioritari di intervento: calmierare i prezzi di luce, gas e generi alimentari, con maggiore trasparenza e vigilanza su rincari ingiustificati; rafforzare il welfare locale e garantire l’accesso equo ai servizi pubblici, inclusi trasporti, salute, istruzione e abitazione; prevenire il sovraindebitamento e lavorare all’educazione finanziaria, soprattutto per le famiglie a basso reddito e per i giovani. Il confronto con altri Paesi europei mostra l’urgenza di un intervento: mentre in Francia il rischio povertà è contenuto al 14,5 per cento, grazie a un sistema di ammortizzatori più robusto, in Italia il sostegno diretto al potere d’acquisto è frammentato e inefficace. Il forte incremento è legato all’effetto prolungato dell’inflazione e, in particolare, all’esplosione dei costi dell’energia e dei beni essenziali. Le bollette di luce e gas hanno inciso pesantemente sui bilanci familiari, con rincari medi annui del +28 per cento per il gas e del +18 per cento per l’energia elettrica, secondo le ultime rilevazioni ARERA. Un impatto che ha colpito soprattutto le fasce più fragili della popolazione, già in difficoltà nel sostenere le spese di base. L’Italia si colloca oggi tra i Paesi europei con il più alto tasso di povertà relativa, superata solo da Grecia, Romania e Bulgaria. La povertà assoluta resta stabile, ma grave: 5,7 milioni di individui e oltre 2,1 milioni di famiglie non riescono a coprire il minimo vitale, mentre la povertà relativa coinvolge il 10,8 per cento delle famiglie, in crescita rispetto al 2023.